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La malattia di Peyronie, o induratio penis plastica (IPP), è una condizione relativamente comune che si presenta soprattutto nella quinta decade di vita. Ha andamento progressivo con l’aspetto fibrotico che gradualmente interessa la tunica albuginea, cioè la componente distensibile del pene. L’insorgenza della patologia segue un iter abbastanza tipico con i sintomi che si presentanodurante l’erezione: dolore, indurimento localizzato, deviazionedell’asta peniena. Nel pene in stato flaccido sono palpabili le placche fibrotiche localizzate in massima parte sul dorso. Tipicamente, si nota una curvatura del pene che diventa particolarmente evidente durante l’erezione. A seconda della gravità e dello stadio della malattia, il dolore durante l’erezione può variare da una lieve dolenzia fino al dolore  tanto vivace da bloccare del tutto la vita sessuale. La curvatura può rendere dolorosa la penetrazione anche per la partner femminile tanto che, oltre un certo limite, diventa impossibile avere un rapporto.

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Si parla di pene curvo quando, con l’erezione, l’aspetto risulta anomalo. La curvatura può andare in tutte le direzioni: verso l’alto, il basso, a destra o a sinistra e trovarsi in qualsiasi ounto dell’asta. In presenta della malattia di Peyronie, un dolore di varia inensità accompagna l’erezione. Anche in questo caso, può essere lieve o tanto intenso da impedire completamente l’attività sessuale.

Quali sono le cause?

L’eziologia non è del tutto chiarita, anche se l’ipotesi più comune richiama l’eventualità di microtraumi ripetuti che avrebbero provocato minimi sanguinamenti all’interno della tunica, con reazione infiammatoria e successiva fibrosi da cui originano le placche. Anche le patologie genetiche del tessuto connettivo, come il morbo di Dupuytren, causano la malattia di Peyronie e spesso si trovano associate e con un andamento familiare.

Quali sono i sintomi?

Il sintomo patognomonico di questa condizione è la comparsa di una curvatura durante l’erezione,  in molti casi associata a dolore e a deficit erettile. Chi non ha dolore continua la sua vita sessuale ed è meno motiviato rivolgersi ad un medico almeno finchè la curvatura non peggiora tanto da dare dolore alla partner. I farmaci orali riescono ad alleviare la dolorabilità (soprattutto il dolore della fase acuta) ma sembrano meno efficaci per contrastare la progressione della malattia. Per ottenere qualche risultato significativo è necessario assumere il farmaco per sei mesi, una prospettiva scoraggiante per molti che abbandonano il trattamento. ma possono alleviare il dolore della fase acuta, mentre l’approccio chirurgico rimane il più efficace rispetto alle iniezioni intralesionali di farmaci il cui effetto non raggiunge una significatività statistica.

Il ruolo della Terapia Sessuale Comportamentale

La malattia e le sue complicanze interessano urologi e medici di medicina sessuale. Il trattamento efficace rimane una sfida ancora da vincere, ma si deve sottolineare che all’intervento organico è necessario affiancare un sostegno per la coppia che affronta le difficoltà meccaniche e  quelle sessuali. Uno stato di disagio reattivo alla malattia è condiviso dal paziente e dalla sua partner che mostrano i segni di una relazione intima impoverita dalla malattia e frustrata dagli insuccessi. In questa arena, lo specialista della salute sessuale può intervenire con gli strumenti propri della Terapia Sessuale Comportamentale  a beneficio delle coppie colpite da una malattia per la quale manca una terapia stabilizzata.